parovel

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Lavinum Parovel Stefano Cergolj

«Ma vi immaginate cosa potrebbe significare arrivare a compiere ben 120 anni?
Non penso che avrò l’occasione di soffiare su tutte quelle candeline, ma posso invece raccontarvi come questo grande traguardo sia stato raggiunto da una delle più rappresentative famiglie ed aziende del Carso Triestino.
Correva l’anno 1898 e da Caresana Mačkolje, frazione del comune di San Dorligo della Valle, in provincia di Trieste, iniziavano le “avventure agricole” di Pietro Parovel, di sua moglie Ana e dei suoi 6 figli.»

E questo è solo un estratto dell'intenso racconto che Stefano Cergolj ha pubblicato sulla rivista on line Lavinum in merito alla giornata passata con noi a casa nostra e in visita ai nostri vigneti e oliveti storici in Barde, sotto al paese di Mačkolje Caresana. Con lui abbiamo ripercorso la storia della nostra famiglia e dell'azienda agricola fondata dal bisnonno. Abbiamo parlato dell'agricoltura di oggi e abbiamo degustato insieme i nostri vini autoctoni e i nostri extravergini.

Se volete leggere l'intero articolo lo trovate qui. Buona lettura.

 

parovel vino olio trieste le radici

Nel 2018 l’azienda agricola Parovel festeggia un importante traguardo, 120 anni dalla fondazione. Da quel lontano 1898 in cui Pietro Parovel insieme a sua moglie Ana e i suoi 6 figli ampliarono l’azienda paterna. Negli anni 1950 il figlio Massimiliano con la moglie Francesca, l’unico dei figli a continuare il nobile lavoro di coltivare la terra, fondarono una piccola tenuta sui declivi di Barde, terrazzamenti naturali sotto al paese di Caresana Mačkolje, dove tutt’ora è il cuore pulsante della famiglia.

Sventolava allora un’altra bandiera, l’Austria Felix regnava su tutta la provincia. Ma il paese di Caresana era conteso tra l’Impero Asburgico e la repubblica Serenissima e così la strada principale faceva da confine. La parte dove era ubicata la nuova piccola azienda apparteneva alla Serenissima e da qui la leggenda del nome locale Mačkolje, che in lingua locale suona come “il borgo del gatto”: il leone sulla bandiera venne infatti scambiato dagli abitanti per un gatto. In 120 anni quel fazzoletto di terra ne ha poi viste di tutti i colori: la prima e la seconda Guerra Mondiale stravolse l’intero territorio e anche questa remota propaggine della provincia di Trieste.

Dagli anni Settanta l’azienda agricola Parovel riprese vigore grazie alla passione e all’impegno di Zoran e Cvetka Rosa, che nel 1996 aprirono il proprio Frantoio Oleario e nel 2004 la nuova Cantini Vini. Oggi, sotto la guida di Euro ed Elena, figli indiscussi della terra introdotti nelle faccende aziendali sin da piccoli, Parovel vanta una produzione vinicola di varietà autoctone quali Vitovska, Malvasia istriana, Glera, Refosco e Terrano, nonché la produzione di olio extravergine d’oliva da cultivar locale Bianchera-Belica Tergeste Dop e Presidio Slow Food.  Oggi i vini e gli oli di casa Parovel li potete trovare nei ristoranti di New York, San Francisco e Los Angeles, nei negozi a Shanghai e a Pechino, Taipei, Tokyo, San Pietroburgo, ma anche nelle vicine Vienna, Praga, Budapest, Amsterdam, Milano, Roma, Venezia e nella nostra terra d’origine: Trieste e tutta la Regione Friuli Venezia Giulia.

Brindiamo al Nuovo Anno e alle nuove generazioni che raccoglieranno questo testimone!

Elena ed Euro Parovel

Parovel famiglia trieste

 Por Fesr Parovel Bianchera

SVILUPPO DI NUOVI PRODOTTI SALUTISTICI DELLA CULTIVAR BIANCHERA: OLIO EVOO E RESIDUI DI LAVORAZIONE

Finanziato dal POR FESR Friuli Venezia Giulia

Il progetto riguarda attività di ricerca svolte in collaborazione con i ricercatori dell'Università di Trieste finalizzate allo sviluppo di prodotti di alta qualità ottenuti dalla filiera dell'olio di oliva: olio d'oliva extravergine, con caratteristiche di qualità e tipicità legate al territorio e alla cultivar delle olive ed estratti acquosi di foglie di olive con proprietà nutraceutiche e funzione di integratore alimentare.

Mettere a punto alcuni passaggi della filiera dell’olio d’oliva e della produzione di estratti acquosi al fine di ottenere prodotti di alta qualità in linea con le richieste dei consumatori, sviluppando metodologie di produzione innovative e una nuova filiera produttiva dedicata al mercato degli integratori alimentari.

fine vendemmia 2017 trieste parovel

La vendemmia Parovel 2017 è ormai già tutta in cantina. E per capire come sia andata quest’annata abbiamo chiesto dettagli a Euro Parovel, l’enologo e vignaiolo di famiglia.
«Quest’anno i nostri vigneti, per la maggior parte di Vitovska, Malvasia istriana, Glera, Refosco e Terrano hanno prodotto oltre 1000 quintali di uva sana, il caldo secco dell’estate ha portato infatti le uve a piena maturazione in maniera omogenea. E anche se da fine agosto la pioggia è stata copiosa, le precipitazioni non hanno intaccato la bontà dell’uva, che si è presentata senza parassiti o muffe. L’acidità rilevata in questa vendemmia è stata tra 5 e 7 g/L con grado zuccherino soddisfacente intorno al 20%. Abbiamo così ottenuto dei mosti armonici con un pH attorno il 3,5. Il 2017 segna come per la maggior parte dei vignaioli il 30% in meno di produzione rispetto al 2016, ma possiamo senz’altro affermare che la qualità rimane inalterata rispetto alle annate precedenti e anzi, forse potremo anche avere delle grandi sorprese, soprattuto dai rossi: i composti fenolici dell’uva hanno un’importanza sia a livello nutrizionale come antiossidanti, sia a livello organolettico influenzando il colore e il sapore del futuro vino. Un plauso va anche all’ottimo team che ha lavorato in vigna quest’anno, permettendo di concludere tutta la vendemmia in 8 giorni.»
E mentre attendiamo di assaggiare il vino nuovo a San Martino, andremo a controllare le 6.000 nuove viti di Malvasia istriana che hanno preso radici quest’anno nel vigneto Kamnje Parovel a San Dorligo della Valle e che portano avanti la grande tradizione di famiglia nella coltivazione di questo vitigno, così amato già dal bisnonno Pietro. Un amore radicato in più di un secolo di storia.

Abbiamo avuto il piacere di accogliere in Cantina Parovel i promotori del Progetto Docet.

Docet è un progetto di Gianpaolo Lescovelli nato per valorizzare e promuovere il mondo del vino del territorio vasto ma allo stesso tempo raccolto attorno al golfo di Trieste. Docet - nelle parole del suo ideatore - ascolta le storie di donne e di uomini, produttori, artigiani che negli anni hanno saputo costruire veri tesori enogastronomici e si propone come guida di una comunità legata al senso della bellezza e del gusto realizzando degustazioni, eventi, presentazioni e corsi di avvicinamento al vino per fornire gli strumenti necessari a comprendere fino in fondo le peculiarità e le bellezze del nostro territorio. A loro Elena Parovel ha raccontato la nostra storia e nel articolo che citiamo per intero potete rileggerla.

Docet Barde Parovel vini Trieste

“Nel 1976 siamo stati i primi a imbottigliare nel Carso, insieme a Lupinc, e non ci siamo più fermati.”
A parlare è Elena Parovel, una donna fiera del suo lavoro, fiera della sua famiglia, fiera dei vini che insieme al fratello Euro, enologo della Maison, producono.
Ci incontriamo nella splendida cantina-fattoria-osmiza di Bagnoli della Rosandra, costruita 15 anni fa dove un tempo sorgeva un maneggio di cavalli.
Elena da quando fate vino?
La mia famiglia abita queste terre da sempre dedicandosi all’agricoltura, alla produzione di olio, di vino e all’allevamento di maiali. Dal 1898, 4 generazioni ininterrotte di agricoltori. Mio padre lavorava in porto ma un’ernia del disco lo bloccò a casa costringendolo così a dedicarsi completamente alla viticoltura. Le sue fatiche furono ricompensate nel 1976 quando noi nel Breg e Lupinc a Prepotto, fummo i primi a imbottigliare il vino in Carso.
Mi mostra la bottiglia Parovel numero 1, slanciata, di forma renana, elegante in perfetto stile francese.
Da una quindicina di anni, grazie al lavoro di mio fratello Euro, produciamo il nostro fiore all’occhiello: la linea Barde, toponimo della nostra vigna più antica, la nostra vigna del cuore.

Scendiamo una bella scalinata a chiocciola ed entriamo nella cantina 6 metri sotto terra.
Produciamo Malvasia, Vitovska e Terrano vinificati in acciaio, nelle barrique di rovere di Allier, e nei tonneau di rovere di Slavonia riposano il Matos Nonet (malvasia sauvignon sermillon) e il Refosco. I nostri vigneti si trovano affacciati sulla valle del rio Ospo, sotto Caresana a Barde. Proprio qui batte il nostro cuore. Abbiamo la fortuna di avere i vigneti perfettamente esposti a sud sud-ovest, il sole dunque non manca e la maturazione delle uve è completa.
La nostra eccellenza è rappresentata proprio da questi vigneti baciati dal sole. Con le nostre uve perfettamente mature diamo espressione a vitigni che rappresentano la nostra terra come la Vitovska, la Malvasia, la Glera, il Refosco e il Terrano. Continuiamo a coltivare nelle vecchie vigne quel che resta di antichi vigneti come Semillon che, raccolto tardivamente agli inizi di ottobre, regala al Matos Nonet un’eleganza particolare.
Chiacchierando entriamo nella saletta degustazione, bella spaziosa. Le pareti sono rosse. Bellissimi tavoli in legno restaurati arredano la stanza , ne scegliamo uno in perfetto stile decò.
Insomma tradizione e innovazione qui vanno a braccetto?
Crediamo fortemente che il vino debba raccontare il territorio, la sua storia, le sue tradizioni e, allo stesso tempo, debba guardare al futuro e dunque mettersi in discussione ed evolversi.
La passione di Elena si manifesta in ogni parola, c’è tanta soddisfazione nell’aprire le sue bottiglie e servirle con orgoglio e amore.

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