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Torna CANTINE APERTE da Parovel edizione 2017!

Blog / 21/05/2017

Cantine aperte Parovel Trieste

Domenica 28 maggio è nuovamente tempo di Cantine Aperte: la principale manifestazione nazionale dedicata al mondo del vino, ai suoi produttori, ma anche specialmente ai suoi appassionati.

Saremo l’unica cantina aperta in provincia di Trieste e per l’intera giornata dalle 10:00 alle 18:00 offriremo visite guidate alla barriquerie e alla cantina dei vini “giovani”. Potrete degustare le nuove annate dei nostri autoctoni: la linea cru Barde con i bianchi Onavè vitovska, Pôje malvasia istriana e i rossi Hodì terrano e Imà refosco, i Barde "young" Visavì bianco da malvasia e glera e Visavì rosso da merlot e refosco, le bollicine minerali Kamje e la rotondità del Matos Nonet. La degustazione si estende anche ai nostri oli extravergine monocultivar di bianchera Tergeste Dop Presidio Slow Food UL'KA e altri olivaggi da varietà leccino, pendolino, leccio del corno, maurino, frantoio, buga e carbona, il RoZò e il Mackè.

Inoltre alle 11:30 e alle 16:00 sarà possibile degustare i "Cupcake all'E2P", nostro liquore amaro alle olive, fatti con l'extravergine Rozò e la composta di mele friulane e zenzero. Avremo infatti con noi l’azienda pordenonese Borgo delle Mele - coltivatori di mele antiche friulane e cipolla Presidio Slow Food della Valcosa- con le composte di frutta e succo di mela in degustazione e la pasticceria triestina MUG che presenterà la ricetta delle cupcake e offrirà al pubblico un assaggio finale.

Vi aspettiamo!

ENTRATA LIBERA

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Ricettario Parovel: la minestra di bobici con l'extravergine Mackè porta il sole nel piatto!

Blog / 16/05/2017

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La minestra di bobici (minestra di mais) è un piatto tradizionale di origine contadina tipico della zona “carsolina” triestina. Era la minestra che si preparava di prassi per la festa dell’assunta con le pannocchie molto fresche - dette panoce de late (pannocchie da latte) - che venivano sgranate per ricavarne morbidi chicchi. Per preparare la minestra anche in primavera potete acquistare il mais secco e utilizzare la pentola a pressione per la cottura. Non dimenticate poi un filo a crudo del nostro extravergine Mackè! Per tutta la ricetta cliccate qui e buon appetito!

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Eventi

PAROVEL S H O P per il vostro shopping quotidiano

Ti aspetta in

Zona Artigianale Dolina 

al FRANTOIO OLEARIO Parovel 

Lun - Ven   8:00-13:00 / 13:30-16:30

È aperto tutto l'anno, dal lunedì al venerdì per privati e aziende che vogliano comprare tutti i nostri prodotti.
Qui potete trovare i nostri extravergini MackèUl'ka e RoZò, la nostra linea di vini Barde DOC Mackè IGT, il nostro paté di olive e le olive in salamoia, ma anche i nostri prodotti speciali: lo spumante Kamje e il passito Spomini biscotti fatti col sale di Pirano e il Liquore alle Olive E2P.

Creiamo per voi confezioni regalo su richiesta e anche originali bomboniere di nozze
Fate visita ai nostri uffici e frantoio oleario o chiamateci allo +39 346-7590953 per ogni curiosità

Loc. Zona Artigianale Dolina, 546 (ai piedi del paese di San Dorligo della Valle - Dolina)
San Dorligo della Valle - Dolina, Trieste - Italia 
tel. +39 040-227050 | +39 346-7590953
parovel.comunica@parovel.com

 

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Notizie

Il Progetto Docet racconta la storia dei vini Parovel

Abbiamo avuto il piacere di accogliere in Cantina Parovel i promotori del Progetto Docet.

Docet è un progetto di Gianpaolo Lescovelli nato per valorizzare e promuovere il mondo del vino del territorio vasto ma allo stesso tempo raccolto attorno al golfo di Trieste. Docet - nelle parole del suo ideatore - ascolta le storie di donne e di uomini, produttori, artigiani che negli anni hanno saputo costruire veri tesori enogastronomici e si propone come guida di una comunità legata al senso della bellezza e del gusto realizzando degustazioni, eventi, presentazioni e corsi di avvicinamento al vino per fornire gli strumenti necessari a comprendere fino in fondo le peculiarità e le bellezze del nostro territorio. A loro Elena Parovel ha raccontato la nostra storia e nel articolo che citiamo per intero potete rileggerla.

“Nel 1976 siamo stati i primi a imbottigliare nel Carso, insieme a Lupinc, e non ci siamo più fermati.”
A parlare è Elena Parovel, una donna fiera del suo lavoro, fiera della sua famiglia, fiera dei vini che insieme al fratello Euro, enologo della Maison, producono.
Ci incontriamo nella splendida cantina-fattoria-osmiza di Bagnoli della Rosandra, costruita 15 anni fa dove un tempo sorgeva un maneggio di cavalli.
Elena da quando fate vino?
La mia famiglia abita queste terre da sempre dedicandosi all’agricoltura, alla produzione di olio, di vino e all’allevamento di maiali. Dal 1898, 4 generazioni ininterrotte di agricoltori. Mio padre lavorava in porto ma un’ernia del disco lo bloccò a casa costringendolo così a dedicarsi completamente alla viticoltura. Le sue fatiche furono ricompensate nel 1976 quando noi nel Breg e Lupinc a Prepotto, fummo i primi a imbottigliare il vino in Carso.
Mi mostra la bottiglia Parovel numero 1, slanciata, di forma renana, elegante in perfetto stile francese.
Da una quindicina di anni, grazie al lavoro di mio fratello Euro, produciamo il nostro fiore all’occhiello: la linea Barde, toponimo della nostra vigna più antica, la nostra vigna del cuore.

Scendiamo una bella scalinata a chiocciola ed entriamo nella cantina 6 metri sotto terra.
Produciamo Malvasia, Vitovska e Terrano vinificati in acciaio, nelle barrique di rovere di Allier, e nei tonneau di rovere di Slavonia riposano il Matos Nonet (malvasia sauvignon sermillon) e il Refosco. I nostri vigneti si trovano affacciati sulla valle del rio Ospo, sotto Caresana a Barde. Proprio qui batte il nostro cuore. Abbiamo la fortuna di avere i vigneti perfettamente esposti a sud sud-ovest, il sole dunque non manca e la maturazione delle uve è completa.
La nostra eccellenza è rappresentata proprio da questi vigneti baciati dal sole. Con le nostre uve perfettamente mature diamo espressione a vitigni che rappresentano la nostra terra come la Vitovska, la Malvasia, la Glera, il Refosco e il Terrano. Continuiamo a coltivare nelle vecchie vigne quel che resta di antichi vigneti come Semillon che, raccolto tardivamente agli inizi di ottobre, regala al Matos Nonet un’eleganza particolare.
Chiacchierando entriamo nella saletta degustazione, bella spaziosa. Le pareti sono rosse. Bellissimi tavoli in legno restaurati arredano la stanza , ne scegliamo uno in perfetto stile decò.
Insomma tradizione e innovazione qui vanno a braccetto?
Crediamo fortemente che il vino debba raccontare il territorio, la sua storia, le sue tradizioni e, allo stesso tempo, debba guardare al futuro e dunque mettersi in discussione ed evolversi.
La passione di Elena si manifesta in ogni parola, c’è tanta soddisfazione nell’aprire le sue bottiglie e servirle con orgoglio e amore.

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